“Processo tra Francesco Maria 5° marchese di Pietracatella e l’Universita omonima”

 

A seguito di un conflitto tra l'università e il feudatario il Re incaricò direttamente il Consigliere della Real Camera, Francesco di Cicco di istruire il processo.

A Campobasso furono convocati il Sindaco, gli eletti ed alcuni testimoni i quali confermarono tutte le accuse.

L’Università quindi presentò una descrizione dettagliata degli abusi commessi e dall’istruttoria emerse tra l’altro quanto segue:

-Le convenzioni precedenti riconoscevano il diritto dei cittadini di Pietracatella di esercitare gli usi civici nelle tenute Pescarello, S. Donato e Casalpiano detta Grimalda e proibivano al Marchese “…di fidare bestiame dei forastieri, tanto nel demanio di detta terra, come ancora nel feudo della Guardia e Casalpiano” (Bondini, po. Cit. pg. 47);

-il Marchese aveva abusivamente fatto disboscare le tenute Selvotta, Vacche, Profica e S. Nicola;

-la Marchesa si serviva di persone armate per seminare la paura tra il popolo.

I Marchesi risposero a tutti i capi d’accusa sostenendo che:

-L’incapacità del Marchese ad amministrare i feudi era un’affermazione calunniosa dei cittadini, in quanto il Soprintendente togato, nominato su domanda del padre della Marchesa, Don Antonio Spinelli, in seguito a dissapori tra i coniugi, fu revocato quando questi dissapori furono superati;

-tutti erano rimasti scontenti dei Soprintendenti tanto che “… alla loro partenza si fecero feste perfino in chiesa” (Bondini, op. cit. pg. 48);

-poichè il Marchese possedeva cinque importanti feudi li amministrava insieme alla moglie;

-non era mai stato negato ai cittadini il diritto di esercitare gli usi civici nel bosco Pescarello;

-la difesa delle Vacche, dopo essere stata adibita a pascolo, era stata data in fitto per la coltivazione a un forestiero perché nessuno del posto aveva risposto all’offerta;

-la casa marchesale non aveva nessun obbligo di fornire la semenza;

-i decreti reali e la convenzione del 1737 avevano riconosciuto al Marchese il “jus per il forno”.

La relazione del Consigliere di Cicco stabilì che:

-I cittadini avevano diritto agli usi civici solo nel bosco Pescarello;

-la difesa delle Vacche era stata data in fitto a forestieri perché nessun cittadino si era offerto di coltivarla;

-le difese S. Donato e Profica erano state affittate a cittadini;

-il Marchese non aveva alcun obbligo di elargire la semenza e amministrava i feudi con giustizia rispettando convenzioni e patti.

“Dopo questa nuova sconfitta il popolo di Pietracatella si mostrò addolorato e sottomesso” (Bondini, op. cit. pg. 49).