“Accordo tra l’Universita di Montorio e la marchesa Sinforosa Mastrogiudice”

 

1-Primamente la prefata Signora Marchesa dà la facoltà ad ogni cittadino di detta terra di Montorio di potersi fare il forno in casa sua per uso proprio, dico, ed ivi cuocere il suo pane, non solo per uso proprio e della sua famiglia, ma ancora per loro garzoni ed operai giornalieri, eccettuatene però i pubblici panettieri di essa Università, ed ogni altro che facesse pane per industria, quali tutti sian tenuti ed obbligati d’andare a cuocere il pane nel forno marchesale e pagare la solita corrispondenza, siccome ognuno era tenuto a pagare prima e che non sia permesso a niun cittadino di andare a cuocere il pane nel forno di un altro cittadino ma debba andare a cuocere il pane nel forno marchesale ed in caso di contravvenzione sia tenuto a pagare, ogni cittadino che contravverrà, la pena di carlini dieci alla camera marchesale;

2-Secondo si è convenuto che da oggi avanti ed in futurum non sia tenuta detta Università e i suoi cittadini alla corrispondenza d’un carro di paglia per ogni massaro, ed un carlino all’anno per ogni bracciante, che erano soliti corrispondere per uso della taverna, il di cui effetto detta Signora Marchesa cede e rilascia e beneficio di detta Università e per essa ai cittadini, in quella presenti e successivi futuri con espresso patto però che andando carcerati animali dei cittadini d’ogni sorta in detta taverna, ad istanza di qualsivoglia persona per il danno cagionato nell’altrui territorio o per qualsivoglia altra causa siano tenuti li loro padroni pagare lo stallaggio all’affittatore di detta taverna;

3-Dopo la detta Signora Marchesa per esecuzione della presente convenzione rilascia a beneficio di detta Università e suoi cittadini il solito regali di carne salata che se li dava ogni anno per Carnevale;

4-Quarto si è convenuto che l’elezione dei Governi e Giudici e amministratori dell’Università di detta terra di Montorio da oggi in avanti e in futurum debba farsi per pubblico parlamento, siccome sortì per ordine di S.R.C. nell’anno 1739, col nominarsi quattro Governi e quattro giudici, e poi due di essi nominati confirmarsi da detta Signora Marchesa, siccome per lo passato si è costumato e dispongono le Regie prammatiche;

5-Quinto si è convenuto che circa la Pannetta degli atti della Corte, essa Signora Marchesa si contenta che in futuro si osservasse quella fatta dal Signor Tommaso Frate della terra di Ururi, di comune consenso eletto, cioè da essa Signora Marchesa e da detta Università, che è tale equale si inserisce originalmente in fine del presente istrumento;

6-Si è già convenuto che da oggi in avanti e in futurum non sia tenuta detta Università pagare li ducati sei che per lo passato pagava per la casa del Governatore, però debba detta Università provvedere detto Governatore per la casa di sua abitazione però che sia capace e conveniente allo stato;

7-Si è convenuto che sia lecito ad ogni cittadino di detta terra albergare a loro piacere forestieri, tanto se siano parenti, quanto amici nelle loro case, purchè ciò non si faccia per industria oppure si facessero pagare l’obbligo o stallaggio nel qual caso si è convenuto che ogni controveniente debba pagare lo stallaggio all’affittatore della Taverna;

8-Si è convenuto che detta Signora Marchesa sia tenuta ed obbligata siccome promette e s’obbliga a fissare a beneficio di coloro ai quali si dovrà, altri territori in luogo di quelli che la medesima anni sono, prese da vari cittadini per uso e consumo della sua Masseria di bovi, oppure pagare loro la scoditura di essi da stimarsi da due persone esperte, eliggendo di comune assenso e ciò debba intendersi per coloro che ancora non l’avessero ricevuto e non già per coloro ai quali furono stati restituiti detti territori;

9-Si è stabilito che la pena dei danni dati debba rimanere secondo il solito e leggi municipali di detta terra; e rispetto ai rapporti non debbano eccedere li carlini dodici, ma che sia ad arbitrio dei Baglivi fare il sequestro o scriverli nel libro delle pene;

10-Si è convenuto che detta Università da oggi in avanti e in futurum non possa pretendere li due terzi del Molino, che per lo passato pretendeva, come ristretto nella difesa dell’Università, ma quello per intiero debba continuarsi a ritenere dalla detta Signora Marchesa, siccome l’ha possessato per lo passato, come corpo feudale, per cui di continuo se ne sono pagati li rilievi alla Regia Corte; e per tale effetto ed in esecuzione anche della presente convenzione essa Università rilascia in beneficio di detta Signora Marchesa la pretenzione suddetta; con patto espresso però, che essendo detto Molino atto a macinare la molitura o macinatura di esso producendo buona farina, sian tenuti ed obbligati tutti i cittadini di detta terra andare a macinare il loro grano ed altre vettovaglie in detto Molino. E per la molitura debbano dare una misura di sedeci a tomolo per soma (una misura colma di molitura per soma), quale misura debba essere zeccata con forma solita dell’altre misure del paese, la quale soma debba intendersi di tomoli due e mezzo, talmente che portandosi dai cittadini a macinare detti grani o vettovaglie meno di detta soma, la detta molitura debbasi soddisfare provata senza che gli Affittatori di detto Molino, giammai e in perpetuo, possino per qualsivoglia causa riscuotere maggiore quantità di quella di sopra espressata. Si è convenuto che nel caso detti cittadini controvenissero al presente capitolo ed andassero a macinare ne’ Molini esteri, in tal caso sian tenuti e debbano per ciascuna volta che contravverranno, pagare la solita pena di carlini due all’affittatore di quello, oppure a chi detta Signora Marchesa e suoi successori possessori in detto feudo vorranno applicarla; a riserva però di quando mancasse l’acqua o per qualsivoglia altro difetto per cui detto Molino non servisse né producesse buona farina né potesse essere sufficiente o atto a macinare per il vitto e mantenimento dei cittadini, i quali avessero un giorno o una notte di trattenimento in detto Molino nel qual caso gli sia permesso a loro piacere andare a travagliarsi per il vitto ed altrove portare a macinare detto grano e vettovaglie. E parimenti si è convenuto che non siano tenuti i cittadini di detta terra dare la giornata a fuoco, secondo il solito, per rimettere l’acqua in detto Molino e fare nel medesimo altre fatiche, ma quelle in tutto si debbano far fare a spese di detta Signora Marchesa;

11-Si è convenuto e stabilito che detta Signora Marchesa e suoi successori possano fidare nei loro territori e per tutto il tempo demaniale di detta terra a chi le pare e piace, non impedito però l’uso dei cittadini;

12-Si è convenuto e stabilito che i territori nominati Macchia Palomba, Padulo di Lillo, Le Grotti e Vigna della Corte, da oggi avanti e in futuro rimanghino e debbano andare compresi nella Difesa grande di detta Università, la quale Università sia tenuta ed obbligata in ogni anno e in futuro dare a detta Signora Marchesa e suoi successori il terzo di tutti li frutti e rendite cioè di grani, orzi, avena ed ogni altra sorte di vettovaglia, ghianda, spiga ed ogni altro frutto che percepire si potesse in futuro da detta Difesa, come anche di tutti li danni che si facessero in futuro da detta Difesa, anche in quanto agli Alberi ed Erbe che in ogni anno si raccoglieranno, si faranno e si percepiranno da detta Difesa, siccome si è costumato per lo passato ed al presente si costuma per frutti, rendite e danni di detta Difesa grande e le altre due terze parti debbano rimanere in beneficio di detta Università;

13-Si è convenuto e determinato che oltre li annui ducati sette che detta Università paga alla marchesal corte per causa del corpo della Zecca e Portolania, sia tenuta e debba detta Univeristà pagare alla suddetta Signora Marchesa altri carlini trentuno; grana tre e cavalli otto da oggi in avanti e in futuro, e ciò stante detto Corpo di Zecca e Portolania debba rimanere a beneficio di detta Università senza che essa Signora Marchesa e suoi eredi e successori possano pretendere altra somma sotto qualsivoglia pretesto e colore. Con dichiarazione che i suddetti carlini trentuno, grana tre e due terzi, uniti ai ducati sette, in uno sono ducati dieci, grana tredici e cavalli otto e questi uniti ai ducati cinquantanove, grana ottantasei e cavalli quattro per causa dei fiscali, e ducati quaranta  per la Colta di San Pietro, in uno sono ducati centodieci, che detta Università sia tenuta pagare in ogni anno alla medesima Signora Marchesa e suoi successori; con patto che per li fiscali debbano pagarsi tertiatim e per la Colta di San Pietro ed affitto di Zecca e Portolania in fine di qualsivoglia anno;

14-E finalmente si è convenuto di restituire alcuni piccoli pegni ed alcuni cittadini si sono fatti per causa che li medesimi avevano portato a macinare vettovaglie nei molini esteri, detta Signora Marchesa ha promesso di restituirli a detti cittadini per una volta soltanto, poiché trasgredendo detti cittadini da oggi in avanti debbano pagare la solita pena”.

Viene ora riportata una sintesi della “Pannetta della corte locale della terra di Montorio” stipulata il 4 aprile 1742.

“Per Gli Atti Criminali

Per citazione a testimoni carlino uno

Per citazione a testimoni della difesa grana cinque

Per presentazione dell’istanza e decreto di pubblicazione grana quindici

Per ogni decreto emesso nel corso della causa grana quindici

Per la monizione a sentenza carlino uno

Per ogni decreto emesso nel corso della causa grana quindici

Per l’esame o deposizione del reo carlini due

Per atto e stipula di pleggiaria carlini sei

Per contumacia carlini trentadue

Per sequestro carlini dodici

Per pena di sangue causata con strumento purchè vi siano cicatrici e mutilazioni ducati sei

Per apparizione di sangue caggionata colle mani, come pugni o senza strumento carlini quindici

Per fuga dal carcere sia nel civile come nel criminale carlini venti

Per il Portello al carceriere grana cinque

Per contumacia alle citazioni a deporre nessuna pena

Per ogni querela d’ingiuria mortale carlini cinque”.

“Per Reati Civili

Per mandato giustificato grana cinque da pagarsi dal mandante e da ripetersi dal soccombente

Per ogni decreto interlocutorio carlini due

Per ogni scrittura grana cinque

Per citazione a testimonio grana cinque

Per esame d’ogni testimonio per dieci articoli grana cinque, per un numero superiore carlino uno

Per l’istanza di pubblicazione di un decreto carlini due

Per la sentenza carlino uno

Per stipula di compromesso carlini due

Per sequestro d’istanza di parte carlini trenta

Per l’accesso fuori dell’abitato ad istanza di parte carlini sette

Per l’accesso dentro l’abitato carlini due

Per fede di perquisizione d’atti carlini due

Per copia di processo in appello carlini due

Per interrogatorio in casa di persone legittimamente impedite carlini due

Per stipula di plaggeria civile carlino uno”.